Dalla Russia con furore: startup emergenti, cybercrime e tecnologie di stato

La vecchia patria degli Zar e dei Soviet ha lasciato il posto a una Russia moderna che si sta rinnovando

Il 29 ottobre 1969 in California veniva spedito con successo il primo pacchetto di dati tra la rete della UCLA e quella dell’Università di Stanford. Si gettavano così le basi di ARPANet, la quale si sarebbe evoluta in quella che oggi conosciamo come Internet. Pochi sanno, però, che l’idea di creare una rete interconnessa di computer a uso civile era stata già proposta nel 1959 da Anatoliy Kitov, con una lettera a Kruschev conosciuta come “Red Book Project”1 . Se entrambe le proposte non si fossero arenate per motivi ideologici di partito, forse Internet sarebbe nata in Russia con dieci anni di anticipo.

Invece le cose andarono diversamente, e la Rete in Russia finì per conoscere una storia travagliata. Negli anni Ottanta furono soprattutto i timori del regime sovietico e la scarsa diffusione dei computer a rallentare lo sviluppo di Internet.

Tuttavia, con la caduta del comunismo e la scomparsa dell’Unione Sovietica qualcosa cominciò a muoversi, anche se lentamente. Solo nel 2007 Medvedev annunciò che tutte le scuole russe erano connesse a Internet e comunque ancora con una serie di problemi.

Negli ultimi anni sembra che lo scenario stia cambiando. Il numero di persone connesse a Internet sta aumentando velocemente, tanto che già nel 2013 una survey annunciava che il russo era la seconda lingua più usata del web. Oggi si stima che più del 65% della popolazione sia connessa a Internet

Connettività a internet in Russia

Quindi a che punto siamo oggi? La Russia degli Zar e del comunismo ha lasciato il posto a una Russia moderna ma ancora contraddittoria, tra soluzioni all’avanguardia ma anche la mano statale ancora pesante.

La storia di Mail.Ru Group

Il gruppo Mail.ru è oggi una delle compagnie oramai più grandi al mondo e sicuramente la realtà dominante nel panorama internet russo, con l’86% del traffico russo passante da siti sotto il suo controllo.

La storia di Mail.ru risale al 1998. Tutto comincia con il servizio email di Port.ru e un portale web. Dopo una serie di fusioni, dovute anche all’esplosione della bolla tecnologica, nel 2010 Mail.ru diviene Mail.ru Group e Dmitry Grishin si afferma come una delle figure chiave del gruppo.

Grishin è considerato uno degli imprenditori russi di maggior successo. Nominato nella lista “35 Innovators under 35” del MIT Technology Review’s annual, è fondatore tra le altre cose della Grishin Robotics, una venture capital con base nella Silicon Valley.

I servizi controllati da Mail.Ru comprendono un portale, un servizio di email, un motore di ricerca in russo, due servizi di messaging (tra cui il noto ICQ), la piattaforma di gaming My.com, servizio di mappe offline Maps.me, i tre social network più grandi di Russia, quali VKontakteOdnoklassniki e Moi Mir, e Cloud, un cloud storage assimilabile a Dropbox.

Il caso VKontakte

Interessante proprio la vicenda relativa a VKontakte, il social network oggi più diffuso in Russia, considerato la risposta russa a Facebook. Il servizio fu fondato nel 2010 da Pavel Durov, il quale però nel 2014 lasciò la società, lamentando di essere stato costretto a farsi da parte su forti pressioni politiche, a seguito del suo rifiuto di rendere pubblici i nomi dei partecipanti alla protesta in Ucraina. A settembre dello stesso anno Mail.Ru ha acquisito il rimanente 48% delle azioni per 1,5 miliardi di dollari divenendo quindi proprietario unico col 100%.

Yandex: c’è vita oltre Google

La Russia è uno dei pochi mercati del mondo in cui Google non eserciti un sostanziale monopolio nel campo dei motori di ricerca. A contendere il suo primato è Яndex (Yandex)2 . Secondo StatCounter Google deteneva ad agosto 2017 il 43% del mercato russo in termini di traffico, contro il 47% di Yandex. La causa principale di questo pesante calo è stato il fatto che in primavera Yandex ha vinto la causa anti-trust intenta a Google. A seguito della causa, Google è ora obbligata a permettere ai fornitori di connessione di preinstallare sugli smartphone Android i servizi di ricerca dei concorrenti.

Il motore di ricerca yandex.ru – fu lanciato nel settembre 1997: “un anno prima di Google”, come tiene a sottolineare Arkady Volozh, uno dei fondatori. Obiettivo del progetto era rispondere alle esigenze di un’utenza di lingua russa, che aveva problemi a effettuare ricerche in cirillico su Internet.

Yandex non è particolarmente diffuso all’estero, nonostante si sia espanso in differenti paesi per ragioni linguistiche (Bielorussia, Ucraina), ma in Russia è un autentico colosso, con una varietà di interessi paragonabile a Google, che ha avuto un ruolo da “proxy” per la crescita del traffico internet locale e dell’economia in Rete.

Praticamente tutti i servizi3offerti da Yandex, che variano dal motore di ricerca, alle mappe, alle automobili self-driven, al mercato immobiliare,ai pagamenti online, al meteo, fanno uso spinto di machine learning. Inoltre a detta degli operatori le tecnologie di Yandex sono paragonabili se non superiori a quelle di Google.

In aggiunta a questi servizi, vale la pena citare Yandex Data Factory, la branca di Yandex specializzata in intelligenza artificiale applicata all’industria manifatturiera.

Il mondo della cybersecurity in Russia

Russia e cybersecurity è sempre stata un’associazione facile, vista la “popolarità” di cui gli hacker russi godono nell’immaginario collettivo. Popolarità ancora più sugli scudi da quando è scoppiata la diatriba sulle presunte intromissioni nelle elezioni americane.

La questione Facebook

L’ultima polemica è quella relativa all’acquisto di spazi pubblicitari su Facebook per centinaia di migliaia di dollari, allo scopo di diffondere fake news. La posizione di Facebook sulla vicenda è apparsa quantomeno poco convincente, avendo rivelato che l’account risaliva a una compagnia russa, dopo che lo stesso Zuckerberg aveva indicato l’eventualità come improbabile, visto che “gli elettori non si basano sulle pubblicità per votare”.

Ilya Sachkov, il fondatore di Group-IB, ha dichiarato che il cybercrime russo è solo la punta di un iceberg nel quale si annida ogni genere di illegalità. Nella parte sommersa di questo iceberg si consumano trame ancora più inquietanti di quelle oggi note, con implicazioni politiche e mafiose. Lo stesso Ilya racconta di aver girato per due anni con le guardie del corpo perché preso di mira dalla mafia caucasica, anche se ora non più perché “mi sono reso conto che se vogliono farmi del male, lo faranno comunque”.

Akademgorodok: la Silicon Valley russa

L’Innovazione tecnologica in Russia non si ferma a Mosca. In Siberia, circa 30 minuti a sud di Novosibirsk, c’è Akademgorodok. L’istituzione fu fondata nel 1957 sotto gli auspici di Kruschev di creare la nuova Accademia Sovietica delle Scienze.

Si trattava di una grande opportunità per molti giovani scienziati: Il governo sovietico li attraeva qui permettendo loro di vivere in appartamenti lussuosi e offrendo quel prestigio che solo in una comunità di questo genere si poteva avere.

Con la fine dell’Unione Sovietica e la caduta del muro di Berlino, caddero anche le mura che tenevano gli scienziati in questo “paradiso” siberiano. Molti scapparono all’estero per lavorare in compagnie come IBM. Per quelli che rimasero, l’utopia perse progressivamente l’appeal che aveva avuto.

Dalla metà degli anni ’90 una serie di riforme economiche ha consentito l’apertura ai finanziamenti stranieri in Russia. Nel 1992 proprio in Akademgorodok è stata fondata Novosoft, un’azienda software con IBM come cliente principale.

I tempi stanno cambiando per Akademgorodok: oggi l’antica accademia non è fatta più di soli scienziati, ma comprende tutta una pletora di aziende, tanto da far meritare alla cittadina il nome di “Silicon Valley russa”.

Tion, per esempio è una start-up che si occupa di purificazione dell’aria, con prodotti come Breezer Clever, che in combinazione con Magicair, sono in grado di regolare autonomamente la qualità dell’aria, ed eventualmente anche eliminare allergeni.

Tion Magicair

Optiplane d’altro lato è una startup che si occupa di interessanti droni specializzati in fotografia aerea in condizioni meteorologiche avverse. Avviare una startup di droni in Russia è molto complicato, prevalentemente perché è una tecnologia ancora percepita come “troppo radicale”, e come molte startup tecnologiche in Russia, Optiplane nella sua creazione (e sopravvivenza al momento) è stata seguita da Sygma, un incubatore tecnologico, modello molto diffuso per le startup Russe.

FindFace: verso la fine della privacy come la conosciamo?

NTechLab è una startup emergente nel campo dell’intelligenza artificiale, con la missione di “creare algoritmi intelligenti come gli esseri umani, ed efficienti come le macchine”. Uno dei prodotti di quest’azienda sta suscitando scalpore: FindFace.

Si tratta di una app in grado di riconoscere visi ripresi con scatti dal cellulare. Fin qui niente di nuovo, ma la particolare efficienza del suo algoritmo, apparentemente superiore anche a Google, combinata con la ricerca sui social (al momento solo su Vkontakte) rende in pratica possibile identificare anche perfetti sconosciuti per strada con un semplice clic, tanto che l’applicazione ha permesso di recuperare un uomo che aveva totalmente perso la memoria.

 

Come se non bastasse NTechLab dichiara che FindFace è in grado anche di riconoscere le persone attraverso un video, definendone età e sesso. Inoltre la società permette agli sviluppatori di applicazioni terze di accedere via API al proprio motore. Certo, la possibilità di rintracciare criminali in questo modo è sicuramente attraente per le forze dell’ordine, ma le implicazioni sono preoccupanti.

È inquietante immaginare che cosa potrebbero fare enti come FBI e MVD con questo genere di informazioni (NTechLab pare abbia già diversi accordi commerciali in atto). E la possibilità di venire identificati anche da perfetti sconosciuti porta il concetto di stalking su un livello totalmente nuovo.

Altre frontiere dal mondo delle startup russe: Monitor senza pixel, guanti speciali per il linguaggio dei segni, presentazioni narrate

In Russia il mondo delle startup è in continuo fermento. Tra i tanti progetti interessanti vale la pena di citarne brevemente qualcuno.

Il linguaggio dei segni in un guanto

Darya Yakimova, una studentessa dell’università Bauman di Mosca ha sviluppato un guanto per il riconoscimento automatico del linguaggio dei segni (vedi sotto). Grazie ad appositi sensori ottici sulle dita e a un accelerometro, il guanto permette di convertire i segni in testo (da qui alla conversione in voce il passo è breve).

Il guanto per decodificare i segni

Monitor senza pixel?

“Pixel is the enemy”, questo è il motto di 3D-Tek, una startup specializzata in schermi ad alta definizione, la cui tecnologia a interpolazione ottica rende la griglia dei pixel praticamente invisibile. In sintesi, l’immagine viene letteralmente “costruita” all’interno di uno strato a microlenti. Successivi strati di pellicole speciali permettono un antialiasing (l’eliminazione delle scalettature sui bordi delle immagini) e un livello di nero praticamente perfetti.

Tecnologia 3D-Tek

Presentazioni sulle nuvole

Penxy è un servizio che permette di caricare su cloud la propria presentazione (PDF o PowerPoint), generando un URL unico. È possibile registrare uno speech da abbinare alla presentazione, e il sito genererà una presentazione “narrata” interattiva, con la possibilità anche di editare il proprio audio direttamente da web.

Penxy

Traduzioni online: c’è vita oltre Google

Terminiamo la rassegna citando LangPrism, il servizio di traduzione di siti web che si definisce “la risposta russa a Google”. Il servizio permette ai clienti di tradurre qualsiasi sito in un’altra lingua e di rendere disponibile la traduzione online.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Spindox.it: Dalla Russia con furore: startup emergenti, cybercrime e tecnologie di stato

 

Notes:

1. Poi ripresa da Glushkov col progetto OGAS

2. Acronimo che sta per “Yet ANother inDEXer”

3. Potete trovarne una lista qui

 

Links

Mail.ru co-founder Dmitry Grishin steps down as CEO, replaced by VK head Dobrodeev

 Why the forgotten Soviet Internet was doomed from the start

Google Is Suggesting Other Search Engines for Russian Android Users

Regarding FSB, Forget Kaspersky Lab. Check out Group-IB Instead

Secrets of Cobalt: How Cobalt hackers bypass your defenses

VB2016 paper: Modern attacks against Russian financial institutions

The Russian App That Has Destroyed Privacy Forever

 

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